Grazie alla formazione e all’esperienza di anni, la presidente Maria Chiara Verdecchia, adottando una visione innovativa, ha deciso di focalizzare il suo lavoro e quello del centro sulla neurodidattica.
La neurodidattica è un campo interdisciplinare che unisce neuroscienze e pedagogia. Si concentra sull’applicazione delle conoscenze neuroscientifiche al processo educativo.
Il suo obiettivo è migliorare l’efficacia dell’insegnamento e dell’apprendimento, adattando le metodologie didattiche alle caratteristiche del cervello umano e alle esigenze degli studenti, inclusi quelli con bisogni educativi speciali (BES).
Le ricerche hanno dimostrato che il cervello impara meglio quando:
Si emoziona: le emozioni giocano un ruolo cruciale nel fissare i ricordi e nel mantenere alta la motivazione.
Vive esperienze concrete: l'apprendimento attivo, basato su esperienze reali e multisensoriali, facilita la comprensione e la memorizzazione.
Riceve pause e movimento: alternare momenti di concentrazione con pause attive aiuta a mantenere alta l'attenzione.
Utilizza la curiosità: stimolare domande e problemi da risolvere rende l'apprendimento più naturale e coinvolgente.
Allena le funzioni esecutive: migliorare la capacità di pianificazione, organizzazione e problem solving aiuta i bambini ad affrontare meglio i compiti scolastici e quotidiani.
Si svolge in ambienti favorevoli: uno spazio di apprendimento ben organizzato, rilassante e privo di distrazioni migliora la concentrazione e il benessere.
Ecco alcune tecniche didattiche che applicano i principi della neurodidattica:
I bambini imparano attraverso il "fare".
Ad esempio, per insegnare la matematica si possono usare oggetti concreti per le operazioni invece di spiegazioni astratte.
L'uso di giochi didattici e sfide stimola il cervello a rilasciare dopamina, aumentando la motivazione e il piacere nell'apprendere.
Rappresentare i concetti in forma grafica aiuta a fissarli meglio nella memoria.
Coinvolgere più sensi contemporaneamente (ascoltare, vedere, toccare) potenzia l'apprendimento. Ad esempio, leggere una storia e contemporaneamente rappresentarla con disegni o movimenti.
Lavorare in gruppo favorisce il confronto, la rielaborazione e il consolidamento delle informazioni.
Tecniche di mindfulness, come la respirazione consapevole e l'attenzione focalizzata, aiutano i bambini a migliorare la concentrazione e a gestire l'ansia da prestazione, favorendo un apprendimento più sereno ed efficace.
Percorsi di Rieducazione e Educazione Relazionale
L'educazione razionale emotiva aiuta i bambini a riconoscere e gestire le proprie emozioni, facilitando l'autoregolazione e riducendo lo stress scolastico. Attraverso percorsi strutturati, è possibile migliorare l'autocontrollo e la capacità di affrontare situazioni di apprendimento complesse.
La neurodidattica si è rivelata particolarmente utile per i bambini con dislessia, un disturbo specifico dell’apprendimento che rende difficile la lettura e la scrittura. Alcune strategie efficaci includono:
Associare il suono delle parole a immagini e movimenti aiuta a migliorare la lettura.
Mappe concettuali, audiolibri e software di lettura assistita facilitano la comprensione dei testi.
Consentire ai bambini di apprendere al proprio ritmo riduce lo stress e migliora la concentrazione.
Trasformare lo studio in un'attività coinvolgente aiuta a mantenere alta la motivazione.
Allena le funzioni esecutive: migliorare la capacità di pianificazione, organizzazione e problem solving aiuta i bambini ad affrontare meglio i compiti scolastici e quotidiani.
Si svolge in ambienti favorevoli: uno spazio di apprendimento ben organizzato, rilassante e privo di distrazioni migliora la concentrazione e il benessere.
Via Ischia Prima n. 278
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Lunedì - Venerdì - 14:30 - 19:00